Dialoghetto a tre sull'economia
di Domenico De Simone
BANConiglio
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Alice
-
Il Cappellaio Matto
Con
la partecipazione straordinaria di
-
Zenone
E
l'intervento provvidenziale di
- Peter Pan
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BANConiglio: E io ti dico che è giusto, legittimo, doveroso e sacrosanto da
parte tua pagare alla mia Banca gli interessi che ti ho richiesto e non un soldo
di meno!
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Il Cappellaio Matto: Ma nemmeno per sogno, mica sono matto a ridarti dei
soldi che non ho mai preso!
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BANConiglio: Che tu li abbia presi o meno è faccenda che non mi riguarda!
Tu comunque mi devi il denaro e gli interessi.
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Il Cappellaio Matto: Ma se non lo avevi nemmeno quel denaro!
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BANConiglio: E che c'entra? Che io l'avessi o non l'avessi nemmeno ti
riguarda. Se solo l'avessi voluto prendere ne avresti avuta la disponibilità.
Per questo comunque mi devi pagare. Signorina Alice, la prego, lei che è una
personcina ragionevole, lo convinca che è meglio per lui pagare quello che deve
alla Banca senza fare tutte queste storie!
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Il Cappellaio Matto: Non ci penso nemmeno, nessuno mi convincerà mai a fare
una cosa tanto assurda, restituire ciò che non ho mai preso! Signorina Alice,
la prego, lo convinca piuttosto dell'assurdità della sua pretesa!
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Alice: Non ho capito assolutamente nulla di quello che avete detto finora.
Spiegatemi di cosa state discutendo.
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BANConiglio: Ecco glielo spiego io. Il signor Cappellaio Matto è venuto in
banca ed ha chiesto un prestito che noi gli abbiamo concesso. Adesso non vuole
pagare gli interessi sul prestito, tutto qui. Eppure quando è venuto ha
sottoscritto tutte le clausole in cui era ben specificato che gli interessi
decorrevano dal momento della sottoscrizione del contratto. Non vorrà mica che
adesso gli facciamo causa per recuperare quello che ci è dovuto per legge.
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Alice: Beh signor Cappellaio, la richiesta del signor Banconiglio non mi
sembra affatto irragionevole. I prestiti vanno restituiti e si sa che ci si
pagano gli interessi. E poi lei ha firmato un contratto....
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Il Cappellaio Matto: No, no, signorina Alice. Adesso le spiego io come sono
andate le cose realmente. Allora, io sono andato in Banca a chiedere un
finanziamento per fare una produzione assolutamente rivoluzionaria, una fabbrica
di cappelli per persone senza testa...
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Alice: Oddio, questa mi sembra davvero una cosa strana! Che ci fa una
persona senza testa con il cappello?
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Il Cappellaio Matto: Beh il mondo è pieno di persone senza testa e lo
spettacolo che offrono è davvero imbarazzante. Con il cappello l'estetica
generale migliorerebbe di molto!
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BANConiglio: In effetti è questa la ragione per cui la Banca ha erogato il
finanziamento. Se le persone senza testa, che sono indubbiamente una
maggioranza, scoprono che con i cappelli appaiono più belle, si precipiteranno
a comprarli e noi guadagneremo molti soldi. Appunto gli interessi che il signor
Cappellaio Matto ci deve.
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Alice: E' pur vero che c'è molta gente senza testa nel mondo! Così come lo
descrivete mi sembra proprio un buon affare, anche se c'è qualcosa che non mi
torna. Ma sarà per il fatto che capisco poco di economia. Comunque il problema
rimane, signor Cappellaio Matto, la Banca le ha dato i soldi e adesso li vuole
in restituzione. Anche io se le prestassi il mio ombrello poi lo rivorrei
indietro.
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BANConiglio: Ben detto signorina Alice, l'ho sempre sostenuto che lei è
persona davvero intelligente e comprensiva!
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Il Cappellaio Matto: Mi faccia finire così capirà bene da che parte sta la
ragione e il torto. Allora dicevo che ho chiesto il finanziamento per costruire
questo stabilimento. Ho presentato il progetto e loro l'hanno ritenuto molto
interessante e mi hanno fatto firmare un sacco di carte per un mutuo a medio
termine, il che vuol dire che loro si impegnavano a darmi i soldi per fare lo
stabilimento e io a restituirglieli con i miei guadagni. Il fatto è che la
costruzione dello stabilimento non è nemmeno iniziata e io i soldi non li ho
mai visti....
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Alice: Ah e perché? Che cosa è successo?
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Il Cappellaio Matto: Beh in effetti nel progetto c'è un piccolo difetto, ed
è il fatto che una persona senza testa non sa dove metterlo il cappello!
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Alice: Ah ecco cos'era che non mi quadrava! Ma come fa una banca tanto seria
e accorta come la sua a finanziare un progetto così strampalato?
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BANConiglio: E perché strampalato? Il mercato c'è perché le persone senza
testa sono tante, l'imprenditore pure, perché il Cappellaio Matto sarà matto
ma i cappelli li sa fare, il prodotto anche e senza limiti poiché se una
persona è senza testa gli puoi fare il cappello nella foggia che ti pare,
quindi i guadagni sono assicurati. E poi queste sono questioni che riguardano il
rischio d'impresa mica la Banca, che si limita a finanziare il progetto se
questo può fornire un guadagno. E infine il signor Cappellaio Matto era fornito
di ben solide garanzie e questo era sufficiente alla Banca per erogare il
prestito.
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Alice: Capisco. E' ben vero anche questo, le questioni della produzione
riguardano l'imprenditore non la Banca che presta i soldi. Però dice il signor
Cappellaio Matto che lui i soldi non li ha nemmeno visti....
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BANConiglio: Questo non c'entra niente. Lui avrebbe potuto prenderli solo se
avesse voluto, poiché noi glieli abbiamo messi a disposizione e se vuole può
ancora prenderli. Che li abbia presi o meno è irrilevante, lui ci deve lo
stesso le rate per il capitale e gli interessi.
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Alice: Ma se non li ha presi perché mai dovrebbe ridarveli? Cosa vi deve
restituire se non ha preso niente da voi?
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BANConiglio: Cara signorina Alice, adesso le spiego bene come funziona. La
Banca ha messo a disposizione del sig. Cappellaio Matto la somma che egli ha
richiesto e per questo deve essere remunerata dal pagamento dell'interesse. Se
egli non l'avesse richiesta ci sarebbe stato un altro imprenditore che avrebbe
chiesto un finanziamento e la Banca avrebbe guadagnato i suoi interessi lo
stesso. Quindi il Cappellaio Matto deve pagare.
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Alice: Beh, in effetti se io le metto a disposizione il mio ombrello non
posso prestarlo ad altri, e se abbiamo convenuto un prezzo poi me lo deve anche
se c'è il sole e l'ombrello non le serve più.
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Il Cappellaio Matto: A proposito di ombrelli, le Banche sono quelle che ti
prestano insistentemente l'ombrello quando c'è il sole e lo vogliono subito
indietro come comincia a piovere! Comunque, se fosse così lei avrebbe ragione,
signorina Alice. Se lei perde la disponibilità di una cosa io devo onorare il
mio impegno di pagarla anche se non mi serve più. Il fatto è però, che la
Banca non possiede i soldi che mette a disposizione e quindi non perde nulla nel
farlo a differenza di lei che se presta a me l'ombrello non può prestarlo ad
altri. Peraltro mi chiedevo chi sarebbe disposto a pagare per avere un ombrello
quando c'è il sole....
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Alice: Già, è pur vero anche questo, chi sarebbe così matto da pagare per
una cosa che non serve a niente? Però qui il caso è diverso, la Banca avrebbe
potuto prestare il suo ombrello, ovvero i soldi, a chi in quel momento si
trovava sotto la pioggia, ovvero ne aveva bisogno. Il fatto di averli messi a
sua disposizione glielo ha impedito.
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Il Cappellaio Matto: Ma non funziona così! La Banca crea il denaro che
mette a disposizione, non lo prende da nessuna parte. Quindi come l'ha creato
per me avrebbe potuto crearlo per chiunque altri gliel'avesse chiesto. Quindi la
Banca non ha perduto proprio nulla.
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Alice: Non capisco, mi spieghi meglio. La Banca non possiede il denaro che
presta e lo crea al momento? Oh bella, che cos'è questa cosa strana? Come
sarebbe a dire che lo crea, stampano le banconote, forse o estraggono l'oro
dalle miniere?
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BANConiglio: Ma no signorina Alice, le Banche esercitano la funzione del
credito e nel concedere un prestito le concedono la disponibilità ad usare del
denaro. Se poi lei lo usa davvero la Banca pagherà a tutti quelli che li
presenteranno gli assegni tratti dal conto corrente. L'oro è meglio che se ne
stia sotto terra, ovvero nei forzieri della Banca, e non c'è affatto bisogno di
stampare banconote quando sono gli stessi correntisti a farlo emettendo assegni.
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Alice: Ma allora la Banca non possiede il denaro che presta? Oddio che
confusione che mi avete fatto venire in testa! La Banca pretende di essere
pagata per aver fatto una cosa che non ha fatto, cioè insomma, per aver
prestato del denaro che non possiede e che non è stato preso perché in realtà
non esiste ma che esisterebbe se il cliente lo prendesse e lo spendesse. E' così?
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BANConiglio: Certamente, proprio come l'ha descritto adesso!
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Alice: Ma è assurdo! Come potete pretendere che la gente vi paghi per
quello che NON date? E quando glielo date è perché non è fatto da voi ma da
quelli cui lo date? Ma che follia è mai questa?
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Il Cappellaio Matto: Oh è semplice, si tratta dell'economia del debito. Il
sistema bancario funziona in questo modo, non lo sapeva signorina Alice? Eppure
a tutti quelli che vanno in Banca succede questa stessa medesima cosa...
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Alice: Ma è il rovescio di quello che suggerirebbe il buon senso, non
capisco come sia possibile...
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Il Cappellaio Matto: Infatti, qui siamo dietro lo specchio e si sa che tutto
qui funziona al contrario. Solo che la gente non s'è accorta che mentre stava
al lavoro qualcuno li aveva traghettati nel mondo al rovescio...
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BANConiglio: Io esigo comunque il pagamento. C'è un contratto e c'è una
legge, e abbiamo avvocati che sosterranno le nostre ragioni e giudici che ci
daranno ragione e condanneranno il signor Cappellaio Matto a pagare quello che
ci deve!
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Alice: Ma voi siete peggio degli usurai! Almeno quelli rischiavano del
proprio quando facevano un prestito ed esigevano un interesse. Voi non rischiate
proprio nulla!
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BANConiglio: Come no, la Banca mette a repentaglio il proprio prestigio se
non recupera i soldi che presta e non si fa pagare l'interesse. E poi verrebbe
meno la funzione del credito che è il vero motore dell'economia. Senza il
credito tutto si fermerebbe, e se la gente potesse emettere da sé la moneta
dopo poco tempo ci sarebbe un'inflazione incontrollabile e il mondo andrebbe a
catafascio!
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Alice: Ma l'inflazione c'è lo stesso! Oggi io devo pagare il doppio di
quello che pagavo dieci anni fa per avere le stesse cose. Non è questa
l'inflazione?
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BANConiglio: Certamente, ma noi la controlliamo e la rendiamo sopportabile.
Senza le banche e la funzione del credito nessuno la potrebbe controllare.
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Alice: A che mi serve il vostro controllo se comunque il devo sempre pagare
il doppio?
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BANConiglio: Sì ma lei guadagna anche il doppio, quindi non cambia nulla.
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Alice: Però non capisco che senso abbia tutta questa storia. Se non cambia
nulla, allora perché cambiare? Insomma, perché devo pagare il doppio quando
sarebbe più semplice che le cose avessero lo stesso prezzo nel tempo? In questo
modo potrei contare sul fatto di guadagnare una cifra e di essere sicura di
quello che mi serve per vivere e quello che posso spendere per divertirmi.
Invece così ogni giorno ho qualche sorpresa, c'è sempre qualcosa il cui prezzo
è aumentato e io mi trovo senza soldi in tasca.
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BANConiglio: Dovrebbe essere più accorta con i suoi risparmi, signorina
Alice. Comunque con l'inflazione le Banche non c'entrano nulla....
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Alice: Ma se lei stesso ha detto poco fa che senza le banche l'inflazione
sarebbe incontrollabile! E' possibile che prima dice una cosa e poi esattamente
il suo contrario?
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BANConiglio: Questo è vero, ma volevo dire che non sono le Banche che
creano inflazione, ma il fatto che molta gente vuole finanziamenti e questo
aumenta la massa monetaria e quindi genera inflazione. Per fortuna noi vigiliamo
affinché questa sia la minore possibile. Come vede, da qualche tempo siamo
quasi a zero con l'inflazione.
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Alice: Sì, però la gente non ha soldi per comprare e l'economia va male se
nessuno compra. E i soldi da quello che ho capito glieli date voi. Insomma, se
fate denaro c'è inflazione se non lo fate l'economia si ferma, non sarà mica
proprio il denaro il problema?
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Il Cappellaio Matto: Certo signorina Alice, il problema è proprio il denaro
che non c'è eppure c'è perché le banche creano con esso l'illusione della
ricchezza. E attraverso l'illusione se ne appropriano, com'è evidente nel mio
caso. Tanto io i soldi non glieli darò mai. Semmai gli posso cedere il progetto
di fare i cappelli per la gente senza testa. Con tutti i clienti che hanno le
banche non avranno difficoltà a piazzarli. Quelli che vanno in Banca a farsi
dare i soldi sono tutti matti o senza testa!
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Alice: Comincio ad esserne convinta anche io. Comunque in Banca non ci
metterò piede. Però voglio capire questa storia dell'inflazione visto che i
soldini che guadagno con il mio lavoro mi sembrano sempre meno. Insomma, perché
c'è l'inflazione?
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BANConiglio: Oh è semplice. Se guadagni di più puoi spendere di più, ma
se spendi di più i prezzi salgono e allora c'è un po' di inflazione. Ma non è
un male che ci sia, così la gente spende di più e l'economia funziona.
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Alice: Fermi tutti, non capisco. Quindi l'inflazione serve per illudere la
gente che ha la possibilità di spendere perché altrimenti non lo farebbe?
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Il Cappellaio Matto: Già, perché se la gente non spende l'economia si
ferma, girano meno soldi, le imprese licenziano e la gente spende sempre meno, e
questo porta alla crisi.
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Alice: Sì ma per la gente non cambia nulla, quello che hanno è l'illusione
della ricchezza e non benessere effettivo. Però l'economia cresce, almeno così
ci dicono e quindi viene creata più ricchezza. E allora mi domando: dove va a
finire questa ricchezza?
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Il Cappellaio Matto: Dove vuole che vada a finire mia cara? Ma nelle banche
ovviamente. Sono loro che creano e gestiscono il denaro.
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BANConiglio: Un attimo, prego. Le Banche si limitano a prendere interessi
dai capitali che prestano e distribuirli tra coloro che hanno depositi attivi.
Questo consente alle Banche di erogare più prestiti....
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Alice: Allora le Banche li prendono da qualche parte i soldi che prestano,
ovvero dai conti attivi che vengono rimpinguati dagli interessi!
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BANConiglio: Assolutamente no, quando una Banca eroga un prestito nessun
correntista deve rinunciare nemmeno ad una lira del suo deposito.
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Alice: Non lo capirò mai questo vostro sistema bancario a rovescio.
Comunque parlavamo dell'inflazione che quella sì che mi interessa. Questo mese
è aumentato tutto e lo stipendio è rimasto quello di prima...
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BANConiglio: Perché lei non è stata accorta signorina Alice, se avesse
ottimizzato i suoi risparmi con investimenti adeguati adesso avrebbe una rendita
ulteriore che le consentirebbe di non avere problemi.
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Alice: Ma che dice? Se riesco appena ad arrivare alla fine del mese con lo
stipendio che prendo! Eppure ho quasi duecento anni di attività alle spalle
come protagonista di fiabe... Pensi a quelli che cominciano adesso la loro
carriera, poverini... E allora l'inflazione?
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Il Cappellaio Matto: Beh funziona così. Se guadagni di più hai la
sensazione di essere più ricco e questo ti induce a spendere di più e quindi
ad indebitarti di più, anche se hai una maggiore capacità di restituzione. In
proporzione cambia poco o nulla, ma in termini assoluti il tuo debito diventa
sempre più grande e tutti diventano sempre più legati al sistema bancario.
Infatti, oggi quasi nessuno può fare a meno di ricorrere ad una banca per
comprare una casa o fare una grossa spesa, mentre prima non era affatto così.
Però tu sei contento perché credi di guadagnare di più e di essere sempre più
ricco, mentre in realtà diventi sempre più povero e certamente sempre più
indebitato. Vede lo specchio dal quale è entrata qui? Lei pensa che per
raggiungerlo e tornare in un mondo ragionevole sia sufficiente fare quattro
passi, ma non è così. Se ci prova a farlo, si rimpicciolisce e nonostante
abbia la sensazione di essere sempre più vicina allo specchio in realtà esso
è sempre alla stessa distanza e non lo raggiungerà mai.
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Alice: Oddio che vuol dire questa storia? E' del tutto evidente che io sono
sempre uguale a me stessa...
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Il Cappellaio Matto: Affatto, cara Alice. Per entrare dietro lo specchio ha
dovuto bere la pozione che la rimpicciolisce, ricorda? Ora lo stesso è per il
suo stipendio. Se esso aumenta lei ha la sensazione di essere diventata più
grande e di essere più vicina alla ricchezza, ma in realtà, poiché sono
aumentati anche i prezzi, quella sua sensazione è illusoria e fuorviante.
Inoltre lei è disposta ad assumere un debito maggiore. In teoria non cambia
nulla: se guadagno cento e posso restituire cinque il mese, sono disposto a
indebitarmi per cinquanta. Così, se guadagno mille e risparmio cinquanta il
mese, sono disposto ad indebitarmi per cinquecento. In proporzione sono le
stesse cifre, ma se ci pensa un attimo è ben diverso dover restituire un debito
di cinquecento rispetto ad uno di cinquanta, se ci sono minime variazioni
percentuali dei prezzi delle altre spese. Insomma se il mio risparmio dovesse
solo calare del dieci per cento mi troverei immediatamente in difficoltà
maggiori se guadagnassi di più e fossi maggiormente indebitato in termini
assoluti.
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Zenone: Beh io questa storia l'ho raccontata duemila e cinquecento anni fa,
però solo qualche matematico e i banchieri l'hanno capita fino in fondo.
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Alice: Oh signor Zenone, grazie per essere intervenuto! Avevo proprio
bisogno di un filosofo come lei per cercare di capire qualcosa di questa assurda
faccenda. Me la può spiegare per favore? L'idea dell'inflazione sarebbe sua
dunque?
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Zenone: Non è proprio così, ma il principio è lo stesso. Bene mia piccola
amica, come ricorderai io ho sostenuto che il movimento non esiste e che noi
abbiamo l'illusione che esso avvenga mentre in realtà non si muove nulla se non
nella nostra mente. Nella gara di corsa Achille non potrà mai raggiungere la
Tartaruga, perché nel tempo che egli impiega per raggiungerla la Tartaruga avrà
percorso un piccolo tratto di strada, e poi successivamente, nel tempo in cui
Achille percorrerà questo piccolo tratto, la Tartaruga ne avrà compiuto ancora
un altro più piccolo e così via all'infinito. Come vedi, Achille non può mai
raggiungere la Tartaruga, è impossibile ed illogico che egli ci riesca.
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Alice: Sì, però se io vedo gareggiare nella realtà Achille e la
Tartaruga, con pochi balzi Achille la raggiungerà e la sopravanzerà. In fondo
egli è il più veloce degli eroi e la Tartaruga il più lento tra gli animali.
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Zenone: Quello che tu vedi non è la realtà ma ciò che tu vuoi essa sia.
Allo stesso modo i banchieri creano una realtà che ti dà l'illusione di essere
sempre più ricco mentre invece tu sei sempre più povero e indebitato e quello
che aumenta realmente è solo il loro potere. Tu non potrai mai raggiungere lo
specchio che è a quattro passi da qui perché facendone due ti sei
rimpicciolita della metà. Rispetto alle dimensioni originali sei più vicina
allo specchio, ma in proporzione sei esattamente alla stessa distanza. Tu pensi
di avvicinarti nel tempo, ma è proprio lì il problema. Nel tempo, infatti,
diventi sempre più piccola, proprio come il tuo stipendio. Per questo, quindi,
sei prigioniera di questo mondo al rovescio.
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Alice: Oddio signor Zenone, ma è terribile quello che mi dice! Non potrò
mai raggiungere lo specchio, non potrò mai pagare il mio debito, quella che
vivo è l'illusione della ricchezza che arriverà domani e domani non arriverà
mai, mentre in realtà divento sempre più povera e sarò sempre prigioniera. Ma
non c'è via di scampo?
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Zenone: La vera illusione è creata dal tempo, mia cara. Dietro lo specchio
degli illusionisti tutti vivono per il domani e così dimenticano il presente.
E' questo ciò che dimostrano i miei paradossi, che il tempo è un'illusione di
cui si è impadronito il potere che la usa per governare. Così resterai sempre
prigioniera a meno che....
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Alice: A meno che?
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BANConiglio: A meno che....?!?
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Il Cappellaio Matto: A meno che..... ?!?!?
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Zenone: A meno che non ti liberi dell'illusione e vivi il presente. La tua
vita è al di là dello specchio, nel mondo-che-non-c'è, se non nei sogni,
nella speranza e nell'amore...
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Peter Pan: Eccomi, qualcuno mi ha chiamato? Chi ha bisogno di sogni, di
speranze e d'amore?
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Alice: Oh, Peter Pan, l'eterno fanciullo! Ti prego, portami via da questo
incubo terribile in cui mi sono cacciata quando ho avuto l'idea di lasciare la
fanciullezza per diventare adulta e responsabile...
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Peter Pan: Certo mia cara, sono qui apposta per aiutarti. Sei pronta a
partire?
-
Alice: Prontissima! Ma come farai a portarmi via di qui? Nessuno può uscire
dall'illusione del tempo a meno che...
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Peter Pan: .... Non viva il sogno, la speranza e l'amore, e io sono
prontissimo ad amarti per un intero istante! E' semplicissimo, mia cara, basta
che tu faccia un passo verso lo specchio, qui con me, ora.
-
Alice: E dove mi porterai?
-
Peter Pan: Naturalmente nel mondo-che-non-c'è, che poi è il mio mondo e il
mondo di tutti quelli che sognano, sperano e amano....
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Alice: Ma se non c'è come farai a portarmici? Oddio Peter, non sarà anche
questa un'altra illusione?
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Peter Pan: E se anche lo fosse, non sarebbe migliore di questo incubo
assurdo? Non preoccuparti, il mondo reale è dentro di te e dentro di me e
nessuno può togliercelo, nemmeno i banchieri e gli illusionisti. Di là dallo
specchio c'è il mondo che noi creiamo continuamente nella nostra mente, basta
saperlo e volerlo che esso appare. Chi può impedirti di sognare e sognando di
creare un altro mondo? E' quello che faremo mia cara, costruiremo un mondo in
cui tutti siano felici e allegri proprio come noi. E non pensare che sia
illusorio, esso è molto più reale di questa assurdità creata dal potere
proprio per impedirci di vivere la nostra umanità...
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Alice: Ma non potranno raggiungerci ed impedirci di crearlo questo
meraviglioso mondo che mi proponi?
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Peter Pan: Oh no, non possono, essi non hanno alcun altro potere se non
quello di creare illusioni. Le tue catene sono illusorie, la ricchezza, la
bellezza, l'amore è tutto dentro di te e da nessun'altra parte. Perciò tutti
coloro che comprendono questo potranno liberarsi compiendo un piccolo passo di là
dallo specchio, proprio come noi. Ora, non domani, capisci? E' adesso il
segreto, mia cara, in questo preciso ed eterno istante che è la nostra vita.
Ancora un piccolo passo e saremo via da questa follia nel mondo dell'amore, del
sogno e della speranza... vieni amore mio, vieni....
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BANConiglio: E per quel mutuo? La pratica è pronta, basta una firmetta e
avrete un nido tutto vostro per coronare questo bel sogno d'amore...
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Peter Pan: A che ci serve una casa se abbiamo un intero universo dentro di
noi? Andiamo Alice, vieni, basta un piccolo passo e saremo fuori di qui...
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Zenone: Auguri ragazzi, che la gioia sia con voi. In effetti, basta poco per
uscire dall'illusione del tempo e vivere la vita...
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Il Cappellaio Matto: Addio cari, buona fortuna! Chissà se nel
mondo-che-non-c'è la gente non abbia la testa e possa indossare i miei
cappelli.... Quasi quasi vengo anche io!
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Alice: Andiamo Peter... ma di là mi amerai per sempre?
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Peter Pan: Certo, ti amerò per un intero eterno istante. Il tempo è
un'illusione e il nostro presente è l'eternità.
- Alice: Va beh, mi accontenterò anche di questa tua strana eternità purché tu mi porti via di qui...
Tratto dal sito web: http://www.domenicods.tk/
Scrivi
a Domenico: domenicodesimone@inwind.it